Studio Cactus

L’identità transgender tra classificazioni diagnostiche e realtà

L’OMS rimuove l’identità transgender dall’elenco dei disturbi mentali

È di pochi giorni fa la notizia della declassificazione dell’identità transgender dall’elenco dei Disturbi Mentali da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha aggiornato così il suo manuale, l’International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems (Icd-11). L’Assemblea Mondiale della Sanità, l’organo legislativo dell’OMS, ha infatti approvato tale decisione proprio alla fine dello scorso maggio. La Disforia di Genere rimane comunque presente sul Manuale, inserita però all’interno dei Disturbi della Salute Sessuale. 

Cos’è la disforia di genere?

La disforia di genere è definita come una marcata incongruenza tra il genere vissuto della persona e il sesso biologico, attribuito quindi alla nascita (DSM – 5, APA 2013).

Operando questo cambiamento, l’OMS sposta il focus dalla malattia mentale alla sofferenza psicologica della persona, sofferenza causata dalla consapevolezza di essere costretto nella prigione di un corpo che non lo rappresenta.

Prospettive di cambiamento 

Questo importante e storico aggiornamento permetterà alle persone transgender di accedere ai servizi sanitari senza essere etichettati come malati mentali. Lo stesso OMS si auspica infatti che questa nuova codifica possa contribuire a combattere lo stigma e la discriminazione nei confronti delle persone transgender poiché sono proprio stigma e discriminazione a causare problemi psicologici alle persone transgender.

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